A Bolzano la scuola estiva di Visual Journalism

Le tecniche raffinate del giornalismo investigativo e la forza delle narrazioni grafiche create dai designer. Metterle insieme per insegnare a chi fa informazione a raccontare più efficacemente la realtà: è quel che si propone ­la #VJSS2016, ovvero la Summer School di Visual Journalism. Ad ospitare l’iniziativa la Libera Università di Bolzano. I corsi, tenuti da docenti di fama internazionale, si svolgeranno dal 30 al 2 luglio.

La crisi del giornalismo tradizionale è conclamata. Probabilmente non esiste un’unica soluzione, bisogna affidarsi a un po’ d’inventiva, ma prima di tutto agli strumenti esistenti, quelli in grado di rivitalizzare e rinnovare i media tradizionali rendendo il prodotto-notizia più coinvolgente e piacevole. Uno è sicuramente il visual journalism, un’innovativa modalità di realizzazione di servizi giornalistici che prevede un lavoro complementare e condiviso di giornalisti veri e propri, impegnati nell’analisi dei dati – data journalism – e designer specializzati nella narrazione grafica – il visual storytelling.

Dall’unione di diverse competenze può germogliare una nuova e più accattivante forma di cronaca, un racconto dei fatti del mondo che mescola numeri, testi e rappresentazioni interattive da condividere e far circolare sui social network. Le maggiori testate, come The Guardian, in Inghilterra, ma anche i grandi quotidiani italiani – hanno puntato e stanno insistendo su questo filone per attirare nuovi lettori.

Gli organizzatori della scuola estiva sono Kris Krois e Matteo Moretti, docenti della Facoltà di Design e Arti ed esperti di Visual Journalism. Lo scorso anno, Moretti, autore del recente progetto informativo europadreaming, sulle migrazioni e il sogno europeo, è stato il vincitore del Data Journalism Award 2015 di Barcellona, con il progetto repubblicapopolaredibolzano.

“Le informazioni a volte sono troppo frammentate. Spesso non riusciamo a contestualizzare le notizie, anche per l’oggettiva difficoltà di alcune tematiche. Spiegarle in maniera accurata comporterebbe un investimento di soldi e tempo che pochi si possono permettere”, spiegano Kris Krois e Matteo Moretti, “le visualizzazioni soccorrono i professionisti dei media, permettendo di dare maggiore chiarezza e profondità alle informazioni. Il Visual Journalism è un nuovo linguaggio che sta catturando sempre più lettori e utenti di internet e che deve entrare nella cassetta degli attrezzi di ogni buon giornalista contemporaneo”.

La Summer School si dividerà in due parti. Una pubblica, gratuita e accessibile a tutti, nelle mattinate di venerdì 1 e sabato 2 luglio con quattro conferenze: Research and Education through the Visual Journalism, From Data to Crossborder Journalism: Migrantfiles& #Confiscategoods, Can Newsrooms Build the (Data) Tools They Need? A Case Study of Datawrapper, Develop Data-Journalism in a Newsroom Context. Per la frequenza delle due mattinate, è stato richiesto il riconoscimento dei crediti formativi da parte dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

La seconda parte, invece, sarà incentrata sul workshop Storytelling with Data: Do You Ask the Right Questions to Succeed?. I partecipanti – 20 i posti disponibili – lavoreranno su specifici progetti sotto la supervisione dei docenti della Summer School.

 

Fabio Carlini

Giornalista ed esperto in comunicazione, è affascinato dal variegato universo delle start-up del web, che è al centro, non di rado, dei suoi sforzi e delle sue velleità creative.

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