Giornalismo innovativo, partito il secondo bando di Google

Ha preso il via il 2 giugno la nuova “gara” per la presentazione dei progetti per accedere ai fondi della Digital News Iniziative di Google, che lo scorso anno ha finanziato con 24 milioni di euro iniziative provenienti da 23 paesi europei.
Google insomma continua a puntare forte sul futuro del giornalismo. Il fondo – 150 milioni di euro in 3 anni – è nato con l’obiettivo di sostenere e stimolare l’innovazione nel settore digital news europeo, invitando a concepire nuovi modi di informare sul web.

Per le candidature (in inglese) c’è tempo fino all’11 luglio. Basta andare nella sezione dedicata del sito DNI. L’annuncio dei progetti finanziati dovrebbe avvenire dai primi di novembre 2016. A passare la selezione di ottobre saranno quei progetti che più di altri si caratterizzeranno per originalità, novità e impatto positivo sulla produzione delle news in digitale, nonché per il contributo alla sostenibilità futura del settore.

La Digital News Initiative è nata da una collaborazione tra Big G e un gruppo di organizzazioni europee attive nel campo dei media e dell’informazione. Nel tempo, è cresciuta fino a coinvolgere 150 organizzazioni che lavorano per creare un giornalismo di elevata qualità puntando su tecnologia e innovazione. Di qui discende il progetto open source AMP – Accelerated Mobile Pages , che rende l’accesso agli articoli da mobile molto più rapido.

DNI, va sottolineato, è un’iniziativa aperta a editori affermati, realtà attive esclusivamente online, startup, partnership collaborative e singoli individui residenti nei paesi della UE e EFTA.

 

 

Google: un grande investimento sul giornalismo digitale europeo

27 milioni di euro sulle aziende innovative in ambito informazione. E’ l’investimento annunciato di recente da Google. L’obiettivo è quello di contribuire a stimolare l’innovazione nel giornalismo digitale nel corso del prossimo triennio. Questo infatti è solo il primo intervento di una serie, con a disposizione un fondo complessivo di 150 milioni di euro stanziato già dallo scorso anno.

“Il finanziamento andrà a una vasta gamma di organizzazioni”, ha spiegato il CEO di Google Sundar Pichai tracciando un profilo delle società che hanno chiesto di poter beneficiare dei fondi della Digital News Initiative (DNI). “Una gamma meravigliosamente diversificata, con progetti che vanno dalla personalizzazione dei contenuti automatizzati al giornalismo robotizzato, dalle app per la verifica delle informazioni in circolo sul web agli strumenti per verificare i social media in tempo reale”.

Il gigante di Mountain View e gli organi di informazione europei vengono da qualche anno di rapporti tesi, e Big G con questa iniziativa spera di ricomporre una serie di relazioni. In Germania, per esempio, gli editori volevano che Google pagasse per l’utilizzo di brevi frammenti di loro articoli nella sezione Google News. La diatriba è culminata con la decisione del motore di ricerca dell’inclusione delle testate in Google News solo come opzione, non in automatico quindi, e la conseguente eliminazione temporanea di un gran numero di esse dalle pagine delle notizie .

Il nuovo fondo è stato concepito per finanziare iniziative in tre categorie principali: progetti per la realizzazione di prototipi, che possono richiedere fino € 50mila euro; progetti di medie dimensioni, aperti a start-up e giovani organizzazioni in ambito giornalismo, che possono contare su un massimo di 300mila euro; e grandi progetti, adatti alle organizzazioni più grandi, con obiettivi più ambiziosi, che necessitano di una maggiore disponibilità economica.

Tra i 128 progetti partecipanti alla DNI, Google ha segnalato El Diario, un sito spagnolo di notizie che sta creando un nuovo modello di crowdfunding applicato al giornalismo, che prevede l’identificazione di ‘pubblici di nicchia’ da invitare a finanziare una storia specifica. Un altro nome portato ad esempio è la startup tedesca Spectrm, che utilizzerà i fondi per costruire un motore di intelligenza artificiale per consentire agli editori di comunicare direttamente con i lettori tramite applicazioni di messaggistica istantanea.

Il primo round di investimenti è distribuito su start-up di 23 diversi paesi europei, con una maggiore concentrazione di progetti in Germania, Regno Unito, Spagna, Francia e Belgio.