7 plugin di WordPress particolarmente utili

WordPress è la piattaforma più nota, utilizzata e intuitiva in circolazione per creare siti web e gestirne i contenuti in totale autonomia, senza la necessità di conoscere una riga di codice. Tutto ciò anche in virtù dei suoi circa 40.000 plugin, scaricabili dalla WordPress Plugin Directory, che consentono di estendere le funzionalità del software e di conseguenza di qualsiasi tipo di sito (blog, ecommerce, community, ecc.).

Come è facilmente immaginabile, dato il numero così elevato, si trovano funzionalità più e meno utili, oltre al fatto che più plugin si caricano su un sito più lenta diventa la sua apertura. Ecco perché è bene limitarsi a quelli davvero essenziali. Tra questi ne abbiamo scelti sette da cui partire, secondo noi particolarmente importanti ed efficaci.

1. Yoast SEO
Un sito non ottimizzato per ‘piacere’ ai motori di ricerca e ai social perde molta della sua ragion d’essere. E il plugin Yoast SEO è il più semplice e completo per svolgere questa funzione, cioè rendere il sito SEO friendly e quindi più visibile e di conseguenza ‘trafficato’. Semplifica i tag su tutte le piattaforme di dati analitici (es. Google Analytics, Facebook e Twitter Analytics, ecc) e fa in modo che le parole chiave siano in linea con i contenuti e inserite nei luoghi corretti (es. titoli).

2. WP – Backup
Mettere al riparo i contenuti del proprio sito è certamente rassicurante. La qualità migliore di questo plugin è che permette di impostare backup automatici regolari, in modo da non doversene ricordare ogni volta. In più è facile da configurare.

3. Calendario Editoriale
Il Calendario plug Editoriale consente agli utenti di organizzare e pianificare nella maniera migliore tutti i contenuti da pubblicare sul sito/blog.

4. WP-Optimize
Per evitare problemi con spam e simili, questo plugin funge da strumento di pulizia del sito, lavorando per mantenerne stabili le prestazioni.

5. WP-Google Analytics Dashboard
Partendo dal presupposto che un sito abbia anche un account Google Analytics, perché altrimenti non si capirebbe l’utilità di una presenza online, questo plugin consente l’integrazione di detto account con la dashbord del sito in modo da tenere sotto controllo i dati più più rilevanti, tra cui i visitatori unici e le statistiche di traffico, anche durante un arco temporale specifico.

6. ShareThis
Aiuta ad aumentare il traffico. Consente infatti di aggiungere pulsanti per tutti i social più rilevanti in diverse aree del sito. Così i visitatori possono facilmente condividere i contenuti sui propri profili social, aumentando così la visibilità del sito e ampliandone l’audience.

7. WP-Touch

WP-Touch è il plugin che offre la possibilità di scegliere tra una selezione di temi mobile-friendly per migliorare l’esperienza utente dei visitatori che accedono al sito tramite dispositivi mobili. Considerata la grande crescita dei dispositivi mobili, soprattutto smartphone, per la ricerca d’informazioni e per la navigazione web in generale, il responsive design è diventato davvero fondamentale per una user experience piacevole e positiva.

Questi 7 plugin, in definitiva, sono tutti necessari e complementari fra loro. E anche se non esauriscono di certo tutte le necessità di chi gestisce un sito o un blog, costituiscono già un’ottima base. Nell’estendere le funzionalità del proprio sito, si consideri sempre che sovraccaricarlo influisce – è bene ribadirlo – sulle prestazioni e la velocità di caricamento, particolare a cui gli utenti sono parecchio sensibili.

Un nuovo tool di tagging semantico per il giornalismo digitale

Nuove frontiere per il giornalismo digitale. Il merito è dei ricercatori del progetto europeo Media in Context (MICO), che hanno pubblicato risultati molto interessanti in tema di semantica applicata ai contenuti editoriali. Gli organi d’informazione indipendenti, ad esempio, potranno avere la possibilità di estendere i loro flussi di pubblicazione con l’aiuto di analisi cross-mediali e strumenti di linked data querying.

Lo studio ha potuto contare sulla partnership di Greenpeace Italia e Shoof (una starup che sta sviluppando un’app Android per contenuti generati dagli utenti). Gli sforzi si sono concentrati sull’organizzazione di una news desk per piccole e medie redazioni, attraverso la creazione di una rete flessibile di metadati relativa sia ai testi che a video, immagini, ecc.

I ricercatori MICO hanno constato che lanciare contenuti on-line senza prevedere un contesto adeguato e analisi approfondite semplicemente non funziona. Questo perché il focus per le notizie digitali si è spostato verso l’engagement interattivo e la promozione di un senso di comunità.

Sviluppando un editor di semantica, chiamato WordLift (un plugin per WordPress), e utilizzandolo poi sul sito della rivista di Greenpeace Italia, il team del progetto si è reso conto che strutturare il contenuto con uno schema di classificazione poteva fornire il contesto necessario alle notizie. Prova ne è stata che quelle news sono state ripubblicate in molte forme diverse e su molte altre piattaforme e dispositivi. Ciò, a sua volta, ha permesso ai ricercatori di rendersi conto che grazie alla strutturazione dei contenuti e alla creazione di più punti di accesso (sotto forma di pagine web), la reperibilità degli stessi su social network, così come sui motori di ricerca, era aumentata considerevolmente.

Utilizzando il tagging semantico – in sostanza informazioni codificate con un termine o una risorsa specifica – gli editori di contenuti ricevono benefici (come la maggiore visibilità sul web) curando una serie di concetti che emergono dal contenuto stesso, una volta prodotto e analizzato. E questi concetti sono raccolti in WordLift con l’ausilio di un vocabolario interno.

Durante le prove di validazione con Greenpeace Italia, è venuto fuori che questo vocabolario interno ha portato un nuovo livello di consapevolezza, con la redazione che ha iniziato a studiare più attentamente il rapporto tra l’organizzazione, i concetti di tagging usati e il target di riferimento. In definitiva, questo processo si è rivelato utile a prendere decisioni editoriali strategiche.

In sostanza, i ricercatori MICO hanno imparato attraverso questa fase del progetto che i giornalisti hanno bisogno della tecnologia per migliorare il loro lavoro, ma questa non deve richiedere troppa della loro attenzione. In fin dei conti, l’obiettivo principale per chi scrive resta quello di concentrarsi sul raccontare storie interessanti instaurare relazioni significative con il proprio target. In quest’ottica, strumenti come WordLift posso rivelarsi ottimi ‘aiutanti’, avendo dimostrano di poter contribuire a coinvolgere, catturare e tenere alto l’interesse del pubblico.